📷 Mandaci le tue foto di 🍁 Leggi di più

Premere ESC per chiudere

I LED sono esigenti Perché le lampade moderne mettono in evidenza ogni errore del coltivatore

  • Manolo MJF
  • 03-gen-2026
  • 2 minuti letti
  • 1,986 Visualizzazioni

Molti coltivatori dicono oggi la stessa cosa: «Con le HPS cresceva quasi da sola, con i LED c’è sempre qualcosa che non va». Non è nostalgia né un mito da forum. Le lampade LED moderne sono più efficienti, consumano meno e sono tecnologicamente superiori, ma rendono visibili tutte le debolezze del setup. Questo articolo non accusa i LED: spiega perché le vecchie abitudini smettono di funzionare con l’illuminazione moderna.


Prima era davvero più semplice

Le lampade HPS (sodio ad alta pressione) avevano un grande vantaggio oggi spesso dimenticato: riscaldavano l’aria. L’ambiente restava caldo, l’umidità scendeva in modo naturale e le piante traspiravano facilmente. L’assorbimento di acqua e nutrienti funzionava anche quando i parametri non erano perfetti.

I LED hanno cambiato questo equilibrio. Forniscono molta luce utile, ma non aumentano la temperatura dell’aria come facevano le HPS. È qui che iniziano i problemi per chi coltiva i LED “come una volta”.


I LED non scaldano l’aria, ma scaldano la foglia

Questo è uno degli aspetti più fraintesi dell’illuminazione LED. Il coltivatore guarda il termometro: 23–24 °C, tutto sembra a posto. In realtà, la temperatura della superficie fogliare è più alta.

Perché succede?
I LED emettono energia luminosa in modo concentrato e direzionale. La foglia assorbe i fotoni, la fotosintesi accelera e la foglia si riscalda localmente, mentre l’aria circostante resta più fresca e spesso troppo umida. Si crea così un conflitto:

– la foglia vuole traspirare intensamente,
– l’aria non lo consente,
– la pianta attiva meccanismi di difesa.

Il risultato è noto: effetto taco (bordi fogliari che si arricciano verso l’alto), forma a canoa, deformazioni e stress luminoso/termico, anche se “la temperatura dell’ambiente è corretta”.


PPFD invece di “tanta luce”: perché i lumen non bastano

Uno degli errori più comuni nell’era LED è valutare le lampade in base ai lumen. I lumen indicano la luminosità percepita dall’occhio umano, non la quantità di energia realmente utilizzabile dalla pianta.

Le piante rispondono al PPFD (Photosynthetic Photon Flux Density). In parole semplici, il PPFD indica quanti fotoni utili alla fotosintesi raggiungono un metro quadrato di superficie fogliare ogni secondo.

I LED possono avere valori di lumen relativamente bassi ma fornire un PPFD molto elevato, capace di sovraccaricare la fotosintesi se temperatura, umidità e movimento dell’aria non sono adeguati.

La luce HPS era più diffusa e tollerante. I LED creano un campo di fotoni denso e uniforme. È un vantaggio reale solo se l’ambiente è ben controllato.


LED e Cal-Mag: mito, mezza verità e realtà

Si legge spesso: «I LED causano carenze di Cal-Mag». È una semplificazione che va chiarita.

I LED non sottraggono calcio (Ca) o magnesio (Mg) alla pianta. Quello che fanno è aumentare la dipendenza da una traspirazione efficiente. Il trasporto di calcio e magnesio dipende fortemente dal flusso d’acqua all’interno della pianta.

Quando la traspirazione rallenta, Ca e Mg sono i primi a non arrivare dove servono. I sintomi sembrano una carenza, anche se il substrato è ben fertilizzato. Da qui nascono aggiunte continue e confusione.

A volte il Cal-Mag aiuta, ma solo quando il problema è ancora superficiale. Se la causa è ambientale e non nutrizionale, aggiungere prodotto non risolve il problema alla radice.


Perché i LED puniscono più velocemente gli errori di VPD rispetto alle HPS

VPD significa Vapor Pressure Deficit (deficit di pressione di vapore): la differenza tra quanta umidità l’aria può contenere e quanta ne contiene بالفعل. In pratica indica se la pianta può rilasciare acqua attraverso le foglie.

Con le HPS, l’alta temperatura dell’aria mascherava molti errori. Con i LED, il margine è molto più ridotto:

– umidità troppo alta → la pianta non beve,
– aria troppo fredda → la traspirazione rallenta,
– luce intensa senza movimento d’aria → surriscaldamento della foglia.

I LED rendono questi problemi visibili molto rapidamente, spesso entro 24–48 ore. Per questo sembra che “i LED causino problemi”, quando in realtà smettono solo di nasconderli.


Perché la stessa ricetta di fertilizzazione non funziona più

Dopo il passaggio da HPS a LED, molti coltivatori notano lo stesso fenomeno: stesso fertilizzante, stesse dosi, stesso pH, risultati diversi.

Il motivo è semplice: con i LED cambiano la velocità della fotosintesi, il ritmo di assorbimento dell’acqua e la sensibilità allo stress. Dosi che erano sicure con le HPS possono risultare eccessive o mal calibrate rispetto all’assorbimento reale.

Non perché il fertilizzante sia peggiorato, ma perché l’ambiente non compensa più gli errori.


I LED non sono il problema

Le lampade moderne non danneggiano le piante da sole. Mettono in evidenza le debolezze nella gestione dell’irrigazione, dell’umidità, del flusso d’aria e nell’affidarsi a schemi obsoleti.

Chi capisce come i LED interagiscono con la fisiologia della pianta ottiene più controllo. Chi coltiva “come prima” finisce spesso per inseguire i sintomi.


Conclusione

I sistemi più vecchi tolleravano maggiori imprecisioni. I LED richiedono un controllo ambientale più preciso e decisioni più consapevoli.

Quando questa differenza viene compresa e il setup viene adattato, i risultati diventano stabili e prevedibili.

Articoli Correlati

Grows autonomi: sensori, alimentazione automatica e gestione della coltivazione tramite IA nelle coltivazioni domestiche di cannabis
Coltivazione indoor sostenibile ed efficiente – come ridurre i costi e l’impronta di carbonio
Troppa luce? Mito o vera minaccia nella coltivazione indoor?
Test delle marche LED: Mars Hydro, Spider Farmer, Viparspectra
Manolo MJF

Hey, I’m Manolo from MJF – your go-to grow buddy 🌿. I blog about everything cannabis cultivation: from sprouting your first seed to harvesting top-shelf buds. Whether you're growing in a closet or a custom-built growroom, I’m here to share tips, tricks, and tried-and-true methods to keep your plants (and you) thriving. Light it up with knowledge and let’s grow together! 💡🌱 #GrowWithManolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. L'email è opzionale. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Etichette

#disease#strains#fertilizers#substrates#light#watering#outdoor#Cocos#leafs#Indica#Sativa#hydroponics#Soil#ventilation#harvest#growbox#Hydro#Hybrid#NPK#flavour#safety#Led#harvesting#automat#autoflower#seeds#security#indoor#micronutrients#stress#temperature#light burn#training#Terpens#Mineral wool#Regular#RO#mold#pests#germination#crop#humidity#root#macronutrients#EC#rockwool#VPD#big yeld#clones#filtres#water#filter#CO2#HPS#watergrow#ak47#fusarium#feminized#thc#spider mites#overfeeding#weather#calendar#perlite#clay pebbles
La tua esperienza su questo sito sarà migliorata consentendo i cookie. Per saperne di più