📷 Mandaci le tue foto di 🍁 Leggi di più

Premere ESC per chiudere

Una carenza che non esiste – come ti crei da solo i problemi di fertilizzazione

  • Manolo MJF
  • 06-gen-2026
  • 3 minuti letti
  • 1,919 Visualizzazioni

Ogni grower conosce quel momento. Compare una piccola macchia sulla foglia, un leggero schiarimento tra le nervature o un bordo un po’ bruciato, e subito scatta il pensiero: «Manca qualcosa». Magnesio? Azoto? Potassio? Internet sforna diagnosi più velocemente di un misuratore di pH. Il problema è che, in moltissimi casi… non manca assolutamente nulla. Non si tratta di una carenza, ma di un blocco dell’assorbimento dei nutrienti (nutrient lockout): la pianta ha i nutrienti disponibili, ma fisiologicamente non è in grado di assorbirli. Questo articolo spiega come nascono queste situazioni, perché aggiungere fertilizzante quasi sempre peggiora il problema e quando conviene davvero intervenire… e quando invece è meglio lasciare stare.


Cos’è davvero il blocco dei nutrienti

Image

Image

Image

Il blocco dei nutrienti non è una malattia misteriosa né un difetto genetico. È chimica e fisiologia vegetale allo stato puro. I nutrienti possono essere presenti nel substrato – terra, coco o idro – in proporzioni perfette, ma se le condizioni nella zona radicale non sono corrette, la pianta semplicemente non riesce ad assorbirli.

Le cause più comuni del lockout sono:

  • pH errato,
  • VPD alterato (rapporto tra temperatura e umidità),
  • temperatura delle radici troppo bassa o troppo alta,
  • salinizzazione del substrato dovuta a sovrafertilizzazione,
  • carenza di ossigeno nell’apparato radicale.

I sintomi sono identici a quelli delle carenze classiche: clorosi, necrosi, macchie, deformazioni delle foglie. La differenza non sta nella foglia, ma nella causa, che non è visibile a colpo d’occhio.


Il pH – il principale responsabile delle “false carenze”

Image

Image

Image

Se dovessi indicare un solo parametro responsabile della maggior parte dei problemi dei grower, sarebbe il pH. Quando è troppo basso o troppo alto, alcuni nutrienti diventano chimicamente indisponibili, anche se sono presenti nel substrato.

Esempi tipici:

  • calcio e magnesio “scompaiono” con pH troppo basso in coco,
  • il fosforo si blocca con radici fredde e pH sbagliato,
  • il ferro può mostrare sintomi di carenza anche in un terreno nuovo e ricco.

Il grower vede le macchie → aggiunge Cal-Mag → alza l’EC → aumenta la salinità → il blocco peggiora ancora. E il circolo vizioso continua.


VPD e temperatura – quando la foglia dice “non posso”

Image

 

Image

Le piante assorbono i nutrienti insieme all’acqua. Questo significa che la traspirazione deve funzionare correttamente. Se:

  • l’aria è troppo secca,
  • la temperatura è troppo alta,
  • le piante vengono spinte troppo sotto LED potenti,

la pianta chiude gli stomi per difendersi. Il risultato è che l’assorbimento dei nutrienti cala, anche se le radici si trovano in una soluzione perfettamente bilanciata.

Ecco perché, sotto i moderni impianti LED, si vedono così spesso “carenze” che spariscono semplicemente correggendo umidità o temperatura, senza cambiare affatto il piano di fertilizzazione.


Perché aggiungere più fertilizzante peggiora quasi sempre la situazione

Qui sta il cuore del problema. L’errore più grande è reagire d’istinto:

«Sembra una carenza, quindi devo dare di più».

In realtà:

  • aumenti l’EC,
  • incrementi la salinità,
  • rendi più difficile l’osmosi nelle radici,
  • approfondisci il blocco.

La pianta riceve ancora più di ciò che non è in grado di assorbire. È come versare più carburante in un motore con il filtro intasato: non funzionerà meglio, anzi.


Carenza reale vs incapacità fisiologica di assorbimento

Come distinguerle? Non tirando a indovinare, ma con osservazione logica.

Una carenza reale:

  • si sviluppa gradualmente,
  • colpisce parti specifiche della pianta (foglie vecchie o giovani),
  • risponde positivamente a una piccola correzione controllata della fertilizzazione.

Una falsa carenza (blocco):

  • compare all’improvviso,
  • spesso coinvolge più nutrienti contemporaneamente,
  • peggiora nonostante l’aumento dei fertilizzanti,
  • migliora dopo la correzione di pH, VPD o temperatura.

Se i sintomi peggiorano dopo aver aggiunto fertilizzante, quasi certamente non era una carenza reale.


Quando intervenire… e quando è meglio non fare nulla

L’esperienza insegna una regola semplice: non ogni macchia richiede un’azione.

Intervieni quando:

  • il pH è chiaramente fuori range,
  • l’EC è realmente troppo basso,
  • i sintomi peggiorano in modo costante.

Lascia stare quando:

  • le condizioni ambientali sono state cambiate di recente,
  • i sintomi sono lievi e stabili,
  • la pianta continua a crescere, bere e traspirare normalmente.

A volte, il miglior “fertilizzante” è la stabilità e qualche giorno di pazienza.


Conclusione da grower per grower

La maggior parte dei problemi nutrizionali nelle coltivazioni indoor non deriva da una mancanza di fertilizzanti, ma da condizioni sbagliate. Una pianta non è un contenitore da riempire finché smette di “lamentarsi”. È un organismo vivo che reagisce all’ambiente. Prima di prendere un’altra bottiglia, controlla pH, temperatura, umidità ed EC. In molti casi, la “carenza che vedi” semplicemente non esiste – e sei tu, senza saperlo, a cercare di crearla.
 

Articoli Correlati

La pianta non beve, anche se l’acqua c’è Traspirazione, zona radicale e la più grande illusione dei coltivatori principianti
Perché le foglie di cannabis si arricciano? Taco, claw e canoe: come leggere le foglie e distinguere lo stress dalle carenze
Cal-Mag: quando è necessario e quando distrugge la coltivazione (verità, miti e trappole dei LED)
Perché la pianta non assorbe i nutrienti: traspirazione, radici e blocchi nutritivi nella pratica
Manolo MJF

Hey, I’m Manolo from MJF – your go-to grow buddy 🌿. I blog about everything cannabis cultivation: from sprouting your first seed to harvesting top-shelf buds. Whether you're growing in a closet or a custom-built growroom, I’m here to share tips, tricks, and tried-and-true methods to keep your plants (and you) thriving. Light it up with knowledge and let’s grow together! 💡🌱 #GrowWithManolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. L'email è opzionale. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Etichette

#disease#strains#fertilizers#substrates#light#watering#outdoor#Cocos#leafs#Indica#Sativa#hydroponics#Soil#ventilation#harvest#growbox#Hydro#Hybrid#NPK#flavour#safety#Led#harvesting#automat#autoflower#seeds#security#indoor#micronutrients#stress#temperature#light burn#training#Terpens#Mineral wool#Regular#RO#mold#pests#germination#crop#humidity#root#macronutrients#EC#rockwool#VPD#big yeld#clones#filtres#water#filter#CO2#HPS#watergrow#ak47#fusarium#feminized#thc#spider mites#overfeeding#weather#calendar#perlite#clay pebbles
La tua esperienza su questo sito sarà migliorata consentendo i cookie. Per saperne di più